mercoledì 21 luglio 2010

Aspettavamo insieme, ma io guardavo te...

Non sapevi neanche che stessi per scattare una foto e quando, tempo dopo, te l'ho mostrata ti sei meravigliata di quanto fossero lunghi i tuoi capelli. Non ci si accorge mai della reale lunghezza dei propri capelli: una visione laterale è solo parziale, meno appagante di quella che qualcuno sorprendendoti da dietro ti può regalare. Sapevo di farti felice, come quando ti chiamo alla scrivania per mostrarti i miei disegni e un pò stupita e un pò preoccupata, ti entusiasmi dandomi lo stimolo a continuare e desiderare di sentire ancora: "Uao, che bello, ma poi me lo regali?!!" Ogni volta apprezzi il disegno, i colori, quasi mai chiedi della storia, vedi quei personaggi quando per te è ancora possibile inventare tutto.
Questo lavoro meraviglioso è fatto dei pensieri che bambini formano nelle loro teste, ancora gentili, guardando una figura, è in grossa parte composto dal rumore di una nuova idea, il boccio di un sentimento, che può nascere leggendo. E si spera crescere, altrettanto gentilmente, per poi diventare una chioma folta, intricata e lucida di gusti, scelte, personali orientamenti. Bella e lunghissima vista da dietro.